Anatomia di Spotify. Architettura dell’informazione e user experience

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Personalizzazione, riduzione del paradosso della scelta e integrazione di searching e browsing sono gli ingredienti principali dell’esperienza Spotify.


Architettura dell’informazione e user experience

Spotify poggia su un sistema di classificazione a faccette (o multidimensionale): ogni brano è ricercabile sistematicamente mediante una pluralità di criteri: genere, album, playlist ecc.

Architettura dell'informazione di Spotify

Questo sistema, insieme ad un meccanismo di monitoraggio e personalizzazione, consente a Spotify di risolvere il cosiddetto paradosso della scelta. L’ampiezza del catalogo (circa 40 milioni di brani) potrebbe creare difficoltà di scelta in chi non ha le idee chiare su cosa ascoltare, o non ricorda bene il titolo o l’autore di un brano. Spotify risponde a questa difficoltà anticipando le mosse del cliente, offrendo playlist già pronte in base alla situazione e allo stato d’animo, suggerendo artisti e brani collegati a quelli ascoltati e così via.

Non siamo più noi ad andare verso la musica ma è la musica che viene verso di noi. Spotify spinge molto sulla personalizzazione dell’esperienza in modo simile a quanto fa Netflix. L’applicazione memorizza le canzoni più riprodotte suggerendo brani, artisti o playlist simili.

Navigazione e ricerca

Il menu principale (tab bar) contiene le voci:

  1. Home
  2. Cerca – per cercare la musica o esplorare le sezioni di Spotify
  3. La tua libreria – per accedere alle proprie playlist, artisti o album
  4. Premium – per attivare la versione premium.

Spotify homepage

La versione attuale ha operato una chiara semplificazione dell’interfaccia, eliminando le ridondanze fra alcune sezioni. Fino a metà 2018 circa la tab bar ospitava 5 voci:

  1. Home
  2. Naviga
  3. Ricerca
  4. Radio
  5. La tua libreria.

Home

La homepage offre una panoramica delle possibili strategie di accesso alla musica più in linea con i propri gusti. Dai brani ascoltati di recente, a una selezione di brani degli artisti presenti nella propria playlist, ai mix – cioè playlist create in automatico dalla piattaforma assemblando le canzoni o gli artisti più ascoltati dall’utente con altre simili.

Cerca

La sezione è concepita sia per la ricerca mirata di un brano sia per l’esplorazione della musica attraverso varie faccette: genere, classifica, mood ecc. È evidente l’intenzione di fondere searching e browsing: la ricerca è utile a chi ha già le idee chiare riguardo al proprio obiettivo, e sa specificare con precisione ciò che cerca; il browsing invece va incontro a chi ha le idee meno chiare, o a chi preferisce fare una ricerca più esplorativa.

Spotify: Cerca

Se si cerca un artista, ad esempio Franco Battiato, Spotify farà comparire in ordine:

  1. l’artista
  2. le playlist che riguardano il cantante
  3. i brani.

Oltre alla barra di ricerca, la sezione contiene:

  • I tuoi generi top –all’interno dei quali compaiono le playlist, gli artisti e gli album più popolari in quel genere
  • Sfoglia tutto – che a sua volta contiene:
    • i podcast – dove si possono ascoltare trasmissioni radio o tv
    • le nuove uscite
    • le classifiche – brani più ascoltati in Italia e nel resto del mondo
    • mood– playlist tematiche basate sull’umore, il momento della giornata ecc.
    • i generi.

Questo sistema di organizzazione viene incontro ai diversi stili e obiettivi di navigazione, e personalizza il più possibile l’esperienza d’ascolto. Aiuta inoltre a ridurre il cosiddetto paradosso della scelta, che un catalogo vastissimo come quello di Spotify potrebbe generare in chi non sa già cosa ascoltare.

La tua libreria

Contiene tutta la musica aggiunta alla nostra libreria personale, playlist, artisti, album. Anche in questo caso Spotify ha perseguito una logica di fusione di searching e browsing, nell’ottica di fornire stimoli continui all’ascolto, evitando che l’utente possa trovarsi a un punto morto dopo la prima scelta. La sezione è concepita sia per una funzione di findability – recuperare la musica ascoltata di recente, quella preferita, le proprie playlist ecc.; sia per una funzione di discoverability – scoperta di nuova musica in linea con i propri gusti.

Spotify: La tua libreria

Test di usabilità

Un test di usabilità veloce condotto su 4 persone ha fatto emergere questi problemi:

  1. quando si cerca una canzone si trova la stessa canzone ripetuta più volte (live, studio, remix) o cantata da altri artisti, questo crea uno stato di confusione e indecisione nell’utente
  2. non si possono aggiungere più canzoni contemporaneamente a una playlist
  3. non si può personalizzare l’immagine della propria playlist.

Queste le soluzioni ipotizzate:

  1. visualizzare per prima solo la prima canzone di quello stesso autore (la «classica» tratta dall’album) e le altre versioni aggiungerle in un menu ad hamburger
  2. permettere la selezione multipla di più canzoni, e l’aggiunta in blocco alla playlist
  3. permettere di personalizzare l’immagine della playlist.

18.03.2019